L’inarrestabile ascesa dell’intelligenza artificiale ha un prezzo, e si misura in megawatt. Negli Stati Uniti, la proliferazione di nuovi data center sta alimentando un’ondata di malcontento crescente, e ora la protesta è arrivata ai vertici della politica. Due influenti esponenti del Congresso propongono una misura drastica: bloccare la costruzione di qualsiasi nuovo data center con un fabbisogno energetico superiore ai 20 megawatt.

A scendere in campo sono il senatore Bernie Sanders e la deputata Alexandria Ocasio-Cortez, che hanno presentato una proposta di legge congiunta per imporre una moratoria su questi giganteschi progetti. L’obiettivo è fermare la corsa all’infrastruttura AI fino a quando non verrà approvata una regolamentazione completa e ponderata sull’intelligenza artificiale stessa.

Paradossalmente, a dare manforte a questa iniziativa sono le voci più autorevoli della Silicon Valley. L’ufficio di Sanders ha raccolto le preoccupazioni espresse da figure di primo piano del settore tecnologico, che da tempo invocano regole più severe o addirittura una pausa nello sviluppo dell’IA. Tra questi, spiccano nomi come Elon Musk, che ha paragonato l’IA alle armi nucleari chiedendosi perché manchi una supervisione adeguata, insieme ai vertici di Google DeepMind, Anthropic, OpenAI e persino al premio Nobel Geoffrey Hinton, considerato uno dei “padrini” dell’IA.

Questo sentimento di apprensione non è confinato ai corridoi del potere o ai laboratori tecnologici, ma riecheggia forte e chiaro tra i cittadini. Un recente sondaggio del Pew Research Center ha rivelato che la maggioranza degli americani è più preoccupata che entusiasta riguardo all’avanzata dell’intelligenza artificiale. Solo un risicato 10% degli intervistati ha dichiarato che l’entusiasmo supera i timori. Nonostante ciò, l’approvazione di una simile legge si scontra con la massiccia pressione delle lobby tecnologiche e con il timore di perdere terreno nella “corsa agli armamenti” digitali con la Cina.

La proposta di Sanders e Ocasio-Cortez, tuttavia, va ben oltre una semplice pausa. Delinea una visione ambiziosa per il futuro dell’IA: un futuro in cui ogni nuovo modello debba superare un rigoroso processo di certificazione governativa prima di essere rilasciato al pubblico. Si mira a introdurre tutele concrete contro la perdita di posti di lavoro causata dall’automazione, a limitare drasticamente l’impatto ambientale delle infrastrutture digitali e a garantire che la loro costruzione avvenga nel rispetto dei diritti dei lavoratori, con l’impiego di manodopera sindacalizzata. Infine, la proposta punta a vietare l’esportazione di chip avanzati verso paesi che non adottino regole simili, una misura che, al momento, riguarderebbe quasi tutto il mondo.

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Last Update: Marzo 31, 2026