Nel tardo pomeriggio del 31 marzo, chi si trovava sulle strade di Wuhan ha visto qualcosa che nessuno si aspettava. Più di cento robotaxi Baidu Apollo Go, quelli senza guidatore, si sono fermati tutti nello stesso momento. Sulle corsie di sorpasso, sui cavalcavia, agli incroci. I passeggeri sono rimasti bloccati dentro per ore. I pulsanti di emergenza non funzionavano. Le chiamate al servizio clienti venivano chiuse in automatico. La polizia ha parlato di “guasto di sistema”. Baidu non ha mai spiegato cosa sia successo davvero.

Un mese dopo, le conseguenze sono arrivate. Il governo cinese ha sospeso il rilascio di tutte le nuove licenze per veicoli autonomi di Livello 4 sul territorio nazionale. Niente nuovi veicoli, niente nuovi programmi pilota, niente espansione in nuove città. Tre agenzie governative, incluso il Ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione, hanno convocato i funzionari delle città che ospitano servizi di robotaxi per pretendere una revisione completa della sicurezza. Non è stato comunicato quando la moratoria verrà tolta.

È la seconda volta che Pechino blocca le approvazioni per la guida autonoma. La prima, alla fine del 2024, era stata provocata dalle proteste dei tassisti di Wuhan che temevano di perdere il lavoro. Questa volta il problema non è occupazionale: è tecnico. E questo cambia tutto.

Cosa è successo a Wuhan

I dettagli dell’incidente ricostruiti dalle fonti sono piuttosto chiari. Intorno alle 17 del 31 marzo, i sistemi di bordo della flotta Apollo Go di Baidu a Wuhan hanno subito un guasto simultaneo. I veicoli si sono bloccati nel bel mezzo di strade trafficate e tangenziali sopraelevati. Le immagini circolate sui social cinesi mostravano file di taxi bianchi immobili che bloccavano corsie intere.

I passeggeri intrappolati hanno provato a usare il pulsante SOS integrato nel veicolo, che restituiva un messaggio di servizio non disponibile. Le chiamate al numero verde di Baidu venivano scollegate automaticamente. Polizia e personale Baidu hanno impiegato ore per raggiungere tutti i passeggeri. Almeno tre collisioni con altri veicoli sono state segnalate, causate da automobilisti che non si aspettavano di trovare robotaxi fermi in mezzo alla strada.

La polizia locale ha attribuito l’incidente a un “guasto di sistema”. Il servizio clienti di Baidu ha parlato di “problemi di rete”. Nessuna delle due spiegazioni è particolarmente rassicurante per chi si fida di un’auto senza guidatore.

Perché il blocco delle licenze pesa

Apollo Go è il più grande operatore di robotaxi commerciale al mondo per numero di veicoli schierati. Solo a Wuhan ha più di mille veicoli completamente senza guidatore in circolazione. A febbraio 2026 Baidu ha annunciato 20 milioni di corse cumulative a livello nazionale. L’azienda ha servizi attivi o in programma ad Abu Dhabi, Dubai e in Svizzera. Il modello di business di Baidu per la mobilità autonoma è tra i più avanzati al mondo, e la Cina era vista come il mercato più aggressivo nella sperimentazione commerciale.

La sospensione ferma tutto. Le aziende non possono aggiungere veicoli alle flotte esistenti, né lanciare nuovi programmi, né entrare in nuove città. Pony.ai e WeRide, i due principali concorrenti di Baidu, non sono stati coinvolti nell’incidente ma subiscono la stessa moratoria. Le loro azioni sono cadute del 5,5% e del 4,7% rispettivamente dopo l’annuncio. Baidu ha perso il 2,8% a Hong Kong. Entrambe le aziende rivali hanno emesso comunicati di sostegno alla revisione regolatoria.

C’è un parallelo con quello che è successo a San Francisco a dicembre, quando un blackout ha causato il blocco dei veicoli Waymo con conseguenti ingorghi. La differenza è che negli Stati Uniti non è seguita una sospensione nazionale delle licenze. La risposta cinese è stata immediata e sistemica.

Il precedente e il contesto

Questa non è la prima volta che la Cina premia il freno sulla guida autonoma. Alla fine del 2024, dopo le proteste dei tassisti di Wuhan contro i robotaxi, il governo aveva già bloccato le nuove approvazioni per mesi. Poi c’è stato il caso dell’incidente della Xiaomi SU7, che aveva portato a nuove regole su come le aziende possono pubblicizzare le funzionalità di guida assistita. Ma il guasto di Wuhan presenta un profilo di rischio completamente diverso: non si tratta di un errore di decisione ad alta velocità, ma di un crollo totale dei sistemi.

La sospensione ha anche ripercussioni su Tesla. La FSD (Full Self-Driving) di Tesla sta cercando di ottenere l’approvazione per operare in Cina, e l’inasprimento regolatorio post-Baidu rende il percorso più difficile. Secondo gli analisti, il governo potrebbe spostare il proprio supporto verso aziende con un approccio hardware-software integrato, come Xiaomi o i progetti legati a Huawei, per ridurre il rischio di punto singolo di fallimento che l’incidente Baidu ha messo in luce.

Per il momento le operazioni Apollo Go a Wuhan restano sospese in attesa dell’inchiesta. Le flotte nelle altre città continuano a circolare sotto monitoraggio rafforzato. Ma il messaggio è chiaro: un solo guasto di sistema, e l’intero settore si ferma.

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Last Update: Aprile 30, 2026