C’è un pezzo di Germania che finisce in Canada, e insieme valgono 20 miliardi di dollari. Cohere, la startup di Toronto fondata da uno dei co-autori del paper sui Transformer, ha annunciato l’acquisizione della tedesca Aleph Alpha con il benestare di entrambi i governi e un assegno da 600 milioni di dollari firmato Schwarz Group, il colosso零售 che controlla Lidl e Kaufland.

Il messaggio è diretto: alzate lo sguardo da OpenAI, Google e Microsoft. Esiste un’alternativa per chi non vuole che i propri dati passino per server americani. E questa alternativa ha appena trovato i soldi, la tecnologia e i clienti istituzionali per fare sul serio.

I numeri del deal

La struttura è un mix di acquisizione e round di finanziamento Series E. Schwarz Group — 175 miliardi di euro di fatturato annuo, quasi 600.000 dipendenti — entra come lead investor con 500 milioni di euro in equity preferito e debito convertibile. In cambio, ottiene un’esclusiva quinquennale: la nuova entità userà STACKIT, la cloud piattaforma sovrana gestita dalla divisione IT di Schwarz, come infrastruttura europea di riferimento.STACKIT ha in programma 1,5 GW di capacità di calcolo in Germania, Austria e Polonia entro il 2028.

La spaccatura azionaria racconta chi comanda: gli azionisti di Cohere tengono il 90% della nuova società, quelli di Aleph Alpha il 10%. Nonostante la retorica sulla partnership tra pari, è un acquisto a tutti gli effetti.

La valutazione combinata di 20 miliardi è un salto notevole. Cohere era stata valutata 6,8 miliardi nell’agosto scorso. Aleph Alpha, dopo aver bruciato centinaia di milioni senza trovare un modello di business sostenibile, valeva molto meno di quanto il governo tedesco avesse sperato. Ma il pezzo valeva più dei numeri: Aleph Alpha porta nel pacchetto clienti come il governo federale tedesco, l’amministrazione bavarese, la Bundeswehr, Siemens e BMW.

Perché “sovranità AI” non è solo marketing

L’EU AI Act è operativo dall’agosto 2025 e impone requisiti stringenti su trasparenza, auditing e controllo dei dati per i sistemi AI usati in settori critici: sanità, finanza, difesa, infrastrutture. Allo stesso tempo, il CLOUD Act americano permette al governo degli Stati Uniti di richiedere accesso ai dati ospitati da aziende americane ovunque nel mondo. Per una banca tedesca o un ministero francese, fare affari con Microsoft o Google significa accettare che un tribunale della Virginia possa teoricamente accedere ai propri dati. Non è un rischio astratto: è la ragione per cui il mercato della “sovereign AI” è stimato in 600 miliardi di dollari entro il 2030 secondo McKinsey.

Cohere ci aveva visto lungo. Mentre OpenAI e Anthropic inseguivano il mercato consumer e le chatbot, Cohere ha puntato fin dall’inizio sull’enterprise, vendendo modelli installati direttamente sui server dei clienti (VPC privati), senza che i dati escano mai dall’infrastruttura dell’azienda. Oggi fattura 240 milioni di dollari l’anno, con crescita del 50% trimestre su trimestre, e conta tra i clienti Oracle, Fujitsu, il governo canadese (60+ agenzie federali).

La parabola di Aleph Alpha

Fondata nel 2019 da Jonas Andrulis, ex ricercatore AI di Apple, Aleph Alpha doveva essere l’OpenAI europeo. Per un breve periodo i suoi modelli Luminous sono stati i più grandi LLM sovrani del continente. Ma la realtà è stata dura: nel 2023 l’azienda ha fatturato meno di un milione di euro contro un target di 5,5 milioni. Il mega-round da 500 milioni si era rivelato in gran parte composto da impegni di acquisto da enti governativi tedeschi, non da equity commerciale vera.

A metà 2024 il pivot: Aleph Alpha ha smesso di competere sui modelli di frontiera e si è trasformata in una sorta di sistema operativo per l’AI aziendale, con tooling per governance, valutazione e deployment on-premise. Ha rilasciato Pharia-1 come modello open-weight. La mossa era intelligente ma il mercato è spietato. Come ha detto Andrulis a fine 2025: “Nessuna azienda europea può costruire un modello di frontiera da sola. La domanda è quale combinazione di partner produca un’alternativa credibile agli hyperscaler americani.”

La risposta è arrivata da Toronto.

Cosa cambia davvero

Il deal non avviene nel vuoto. Negli stessi giorni, circolano voci di un possibile accordo tripartito tra xAI di Elon Musk, la francese Mistral AI e Cursor, il tool di coding di cui SpaceX avrebbe un’opzione di acquisto. Per Mistral la situazione è delicata: fare squadra con un’azienda americana rischia di erodere il proprio posizionamento come alternativa non-americana, che finora le ha fruttato una valutazione di 13,7 miliardi.

Il messaggio ai mercati è chiaro. La fase romantica dell’AI, dove ogni startup poteva sperare di costruire il proprio modello di frontiera in garage, è finita. Ora conta la scala, le partnership istituzionali, l’accesso al calcolo. Cohere non ha comprato solo tecnologia: ha comprato accesso al mercato pubblico europeo, relazioni con i governi, e una scappatoia normativa. Aleph Alpha, dal canto suo, ha trovato chi può effettivamente finanziare la corsa ai modelli di frontiera senza dipendere dai giganti americani.

Come ha osservato un commentatore su Substack: “La Germania aveva il suo OpenAI. Oggi ha preso il 10% di quello canadese.” La battuta cattura qualcosa di reale. Ma il 10% di un campione canadese-tedesco da 20 miliardi, con il backing del proprietario di Lidl e il benestare di due governi G7, è comunque meglio del 100% di una startup che non riusciva a fatturare un milione di euro.

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Last Update: Aprile 26, 2026