SpaceX ha annunciato ieri un accordo con Cursor, la startup di strumenti AI per sviluppatori, che include il diritto di acquisirla entro fine anno per 60 miliardi di dollari. In alternativa, se l’acquisizione non va in porto, SpaceX pagherà comunque 10 miliardi per la collaborazione in corso. Una cifra che, in qualunque scenario, cambia i parametri con cui il mercato valuta gli strumenti di coding assistito.
La notizia, anticipata da CNBC e confermata dal New York Times e da Reuters, arriva in un momento preciso della strategia di Elon Musk: SpaceX sta preparando quello che promette di essere l’IPO più atteso degli ultimi anni, e ogni mossa ora serve a espandere il perimetro dell’azienda oltre i razzi e i satelliti.
Il deal ha una struttura insolita. SpaceX non ha comprato Cursor. Ha comprato un’opzione: il diritto di acquisire la startup più in là nel 2026 per 60 miliardi, oppure pagare 10 miliardi per il lavoro congiunto e chiudere lì. In gergo finanziario è una call option con un prezzo d’esercizio record per il settore tech. Chi ci ha lavorato dentro descrive l’accordo come la creazione di una nuova entità, “SpaceXAI”, che unirà il supercomputer Colossus di SpaceX — dichiarato equivalente a un milione di GPU H100 — con la piattaforma di Cursor.
I numeri di una valutazione esplosiva
Se l’acquisizione va a buon fine, Cursor passerebbe da una valutazione di 2,5 miliardi di dollari a gennaio 2025 a 60 miliardi in meno di due anni. Una crescita che brucia qualsiasi paragone recente nel settore software. Per dare un’idea: Cursor valeva 9 miliardi a maggio 2025, poi 29,3 miliardi a novembre dopo un round Series D da 2,3 miliardi. La settimana scorsa circolavano voci su un nuovo round a 50 miliardi. SpaceX ha alzato l’asta a 60.
Questi numeri dicono una cosa precisa: il mercato considera gli strumenti di coding AI come infrastruttura strategica, non come accessorio. E chi controlla questa infrastruttura — Microsoft con GitHub Copilot, Google con i suoi tool interni, e ora SpaceX con Cursor — cerca di costruire un vantaggio competitivo difficile da erodere.
Perché Cursor, e perché ora
Cursor non è un’azienda qualunque nel panorama dell’AI. Il suo prodotto è un editor di codice basato su AI che milioni di sviluppatori usano quotidianamente per scrivere, revisionare e debuggare software. Il problema è che Cursor dipende dai modelli linguistici di terze parti: principalmente Claude di Anthropic e GPT di OpenAI, che sono anche i suoi concorrenti diretti nel mercato degli strumenti per sviluppatori.
È una posizione scomoda. Cursor vende accesso a modelli che appartengono ad aziende che potrebbero, da un momento all’altro, renderli più costosi o meno disponibili. La partnership con SpaceX e xAI è il tentativo di uscire da questa trappola: se Colossus fornirà la potenza di calcolo e xAI i modelli proprietari, Cursor potrà contare su una propria infrastruttura AI senza dipendere dai concorrenti.
La mossa ha senso anche per SpaceX. Musk ha bisogno di dimostrare agli investitori che la sua galassia aziendale — SpaceX, xAI, X (ex Twitter) — ha ambizioni che vanno oltre il trasporto spaziale. Il coding AI è un mercato che dalle stime di PitchBook è destinato a valere decine di miliardi nei prossimi anni. Avere Cursor nel perimetro rende la storia dell’IPO molto più ricca.
I talenti che hanno fatto da ponte
L’accordo non è nato dal nulla. Il mese scorso due dei leader ingegneristici più importanti di Cursor — Andrew Milich e Jason Ginsberg — hanno lasciato la startup per entrare in xAI, riportando direttamente a Musk. Nel frattempo, xAI aveva già iniziato ad affittare potenza di calcolo a Cursor per il training dei modelli. La relazione tra le due aziende si stava stringendo da settimane.
Il passaggio di talenti chiave prima di un deal è un pattern noto nel settore. Quando i leader tecnici di una startup si spostano verso l’acquirente prima dell’annuncio pubblico, di solito significa che le trattative erano già in corso. E infatti SpaceX ha parlato di una collaborazione già avviata, non di un progetto futuro.
Il rischio finanziario per SpaceX
Sia che SpaceX paghi 10 o 60 miliardi, la bolletta è salata. Secondo diverse analisi, SpaceX sta perdendo soldi dopo aver acquisito xAI e X, e gli investimenti in infrastruttura previsti — data center, satelliti, sviluppo di veicoli — sono ingenti. Il deal con Cursor aggiunge un altro carico al bilancio.
Ma nel contesto di una IPO, la logica cambia. Quello che conta non è il profitto trimestrale, ma la capacità di raccontare una storia di crescita e dominio in settori chiave. Se SpaceX riesce a presentarsi al mercato come l’azienda che controlla i razzi, i satelliti, il social media, l’AI foundation model e gli strumenti di sviluppo usati da milioni di programmatori, la valutazione complessiva può giustificare qualsiasi singolo investimento.
Le reazioni del settore
Non tutti sono convinti. Su Reddit e nei forum di sviluppatori, il taglio da 60 miliardi ha generato parecchio scetticismo. Un commento ricorrente: strumenti di coding AI utili lo sono, ma valgono più di intere aziende della Fortune 500? Il paragone con la bolla delle dot-com viene spontaneo a molti.
Dall’altra parte, gli investitori più ottimisti fanno notare che il coding AI sta diventando una necessità per ogni azienda che sviluppa software — ovvero, praticamente tutte. Se Cursor diventa lo standard di fatto per milioni di sviluppatori, 60 miliardi potrebbero essere un prezzo ragionevole nel medio termine.
C’è anche una lettura difensiva: SpaceX sta pagando per non far cadere Cursor nelle mani di un concorrente. Microsoft ha GitHub Copilot, Google sta costruendo i suoi tool, Anthropic compete già nello stesso spazio. Se Cursor fosse finita da un’altra parte, l’ecosistema di Musk avrebbe perso un asset strategico.
Cosa cambia per gli sviluppatori
Nel breve termine, probabilmente poco. Cursor continuerà a funzionare come prima, con accesso ai modelli di Anthropic e OpenAI. Ma la direzione è chiara: nei prossimi mesi la piattaforma tenderà a integrare i modelli di xAI e a usare Colossus per il training. Per gli sviluppatori questo può significare performance migliori e feature nuove, ma anche una dipendenza crescente dall’ecosistema Musk.
La domanda vera è se Cursor, sotto l’ombrello SpaceX, manterrà la stessa apertura verso modelli di terze parti o se diventerà gradualmente un prodotto chiuso. La risposta determinerà non solo il futuro di Cursor, ma il livello di competizione in un mercato che riguarda milioni di programmatori in tutto il mondo.