Due aziende, due continenti, logiche opposte. Stessa settimana. Cursor, l’editor di codice con intelligenza artificiale nato quattro anni fa da un progetto di studenti del MIT, sta per chiudere un round da oltre 2 miliardi di dollari a una valutazione di 50 miliardi. Dall’altra parte del mondo, DeepSeek ha aperto al venture capital per la prima volta nella sua storia, cercando almeno 300 milioni a una valutazione di 10 miliardi.

Sono i numeri di un mercato che non si ferma, ma che sta cambiando forma.

Cursor: da progetto universitario a 50 miliardi in 4 anni

Fondato nel 2022 come Anysphere da Michael Truell, Sualeh Asif, Arvid Lunnemark e Aman Sanger, Cursor è diventato il punto di riferimento per gli sviluppatori che vogliono un assistente AI integrato nell’editor. Il nuovo round, guidato da Thrive Capital e Andreessen Horowitz con Nvidia tra gli investitori strategici, porterebbe la valutazione pre-money a 50 miliardi di dollari. Quasi il doppio rispetto ai 29,3 miliardi del round precedente, chiuso sei mesi fa.

A febbraio l’azienda ha raggiunto un fatturato annualizzato di 2 miliardi. Le proiezioni interne parlano di oltre 6 miliardi entro fine anno. In dieci mesi i ricavi dovrebbero triplicare.

Il percorso verso la redditività è stato tortuoso. Cursor ha operato per lungo tempo con margini lordi negativi, spendendo più di quanto incassava per fornire il servizio. La svolta è arrivata a novembre 2025 con l’introduzione di Composer, un modello proprietario, e l’uso di modelli meno costosi come Kimi. Oggi le vendite enterprise sono in positivo, mentre gli account individuali continuano a perdere soldi. La struttura dei costi di Cursor riflette una dinamica ricorrente nell’AI consumer: il prodotto attrae l’utente finale, ma è l’enterprise che paga il conto.

La sfida più grande, però, è competitiva. Anthropic ha lanciato Claude Code. OpenAI ha rilanciato Codex come “super app” per sviluppatori. Entrambi controllano i modelli su cui Cursor ha costruito il suo prodotto, e questo cambia le regole della competizione. Meno dipendenza dai fornitori di AI significa meno rischio di essere rimpiazzati da chi ti vende la tecnologia. Il modello Composer è il primo passo per non essere un semplice wrapper sopra API di terze parti.

DeepSeek: l’indipendenza costa cara

La storia di DeepSeek è quasi speculare. Il fondatore Liang Wenfeng ha creato il laboratorio come progetto secondario del suo hedge fund quantitativo, High-Flyer Capital Management, detenendo il 99% delle quote. Per anni ha rifiutato offerte da venture capitalist e colossi tecnologici cinesi, presentando l’indipendenza come principio fondante.

Ora quel principio vacilla.

I costi di training crescono e il talento se ne va. Luo Fuli, sviluppatore centrale del modello V2, è passato a Xiaomi a novembre. Guo Daya, lead author di R1, è andato a ByteDance. Wang Bingxuan ha scelto Tencent. La guerra per i talenti in Cina è diventata spietata: ByteDance avrebbe offerto a Guo circa 100 milioni di yuan all’anno, circa 14 milioni di dollari. L’azienda ha negato la cifra, confermando però un pacchetto compensativo che include equity. In un mercato dove Alibaba, ByteDance e Tencent si contendono i ricercatori più brillanti, DeepSeek non può più contare solo sulla missione per trattenere le persone.

C’è poi il fronte dei chip. DeepSeek sta migrando verso i chip Ascend di Huawei, una operazione tecnicamente complessa che ha contribuito a ritardare il modello V4. Ingegneri Huawei lavorano fianco a fianco con il team DeepSeek per risolvere problemi di stabilità durante il training. Pechino spinge per ridurre la dipendenza dai semiconduttori americani, e il successo di questa migrazione avrebbe conseguenze dirette sull’intera supply chain dell’AI globale. DeepSeek è tra i primi a provarci su larga scala. Se funziona, altri laboratori seguiranno.

Il quadro si stringe

Secondo l’AI Index Report 2026 di Stanford, il divario tra Stati Uniti e Cina nell’intelligenza artificiale si è ridotto a circa 2,7 punti percentuali sulle prestazioni dei modelli principali. DeepSeek-R1 ha dimostrato che un modello allenato per 5,6 milioni di dollari su 2.048 GPU Nvidia H800 può competere con sistemi che ne costano centinaia. Ma la competizione ha un prezzo, e ora tocca proprio a DeepSeek pagarlo.

Per il mercato le valutazioni continuano a salire. Anthropic avrebbe ricevuto offerte a 800 miliardi di dollari. Databricks vale 134 miliardi. Cursor, con i suoi 50 miliardi e 4 anni di vita, è l’ultimo arrivato in una classifica dove i numeri non sembrano avere un limite superiore chiaro.

La domanda vera non è se questi numeri sono sostenibili. È quale di queste aziende sarà ancora rilevante quando il mercato deciderà di rispondere a quella domanda.

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Last Update: Aprile 19, 2026