Fino a ieri, se un’azienda voleva usare i modelli di OpenAI, doveva passare per forza da Microsoft Azure. Da oggi non è più così. OpenAI e Microsoft hanno annunciato una rinegoziazione del loro accordo che chiude un’era e ne apre un’altra, e le conseguenze per chiunque lavori con l’IA sono concrete e immediate.

La notizia, annunciata oggi da entrambe le società, è semplice nella sostanza ma enorme nelle implicazioni: Microsoft perde l’esclusiva sulle tecnologie di OpenAI. L’accordo precedente durava finché OpenAI non avesse raggiunto l’AGI, un concetto così vago da essere praticamente infinito. Il nuovo contratto ha una data di scadenza chiara: il 2032. E nel frattempo, OpenAI può vendere i suoi prodotti su qualsiasi cloud, da Amazon a Google.

Cosa cambia davvero

Le tre modifiche fondamentali riguardano tre cose: chi può vendere cosa, chi paga chi, e per quanto. Vediamole una per una perché ognuna ha un impatto diverso sul mercato.

La prima: l’esclusiva cloud è finita. I prodotti OpenAI continueranno a debuttare su Azure, ma se un’azienda vuole usare ChatGPT Enterprise o la piattaforma Frontier per gli agenti IA su AWS o Google Cloud, adesso può farlo. Amazon CEO Andy Jassy ha confermato che OpenAI arriverà su AWS Bedrock nelle prossime settimane. Per chi sviluppa software, questo significa poter scegliere il modello giusto senza essere bloccato dal cloud provider.

La seconda: i soldi. Microsoft non pagherà più una quota dei ricavi a OpenAI per i prodotti venduti tramite Azure. E OpenAI continuerà a pagare il 20% dei propri ricavi a Microsoft fino al 2030, ma ora c’è un tetto massimo. Prima, la partnership era legata a “milestone tecnologiche” incluso il raggiungimento dell’AGI. Ora il legame è finanziario e con una data di scadenza. Niente più AGI come clausola contrattuale.

La terza: Microsoft mantiene la licenza sulla proprietà intellettuale di OpenAI fino al 2032, ma è diventata non esclusiva. Può integrare i modelli GPT nei propri prodotti, ma non può impedire ad altri di fare lo stesso.

Perché è successo adesso

Il catalyst di tutto questo è stato il deal da 50 miliardi di dollari che OpenAI ha firmato con Amazon a febbraio. L’accordo prevedeva che OpenAI sviluppasse una tecnologia di “stateful runtime” su AWS e che la piattaforma Frontier fosse distribuita esclusivamente tramite Amazon. Microsoft ha reagito male: a marzo il Financial Times ha riportato che stava valutando un’azione legale per far valere la propria esclusiva.

Invece di finire in tribunale, le due parti hanno rinegoziato. E il risultato è un compromesso in cui entrambe vincono qualcosa. Microsoft tiene un flusso di ricavi garantito fino al 2030 e il 27% di OpenAI (valutato 135 miliardi di dollari). OpenAI ottiene la libertà di vendere ovunque, che è esattamente ciò di cui aveva bisogno per competere con Anthropic e Google sul mercato enterprise.

Denise Dresser, responsabile commerciale di OpenAI, lo aveva detto chiaramente in un memo interno: la partnership con Microsoft “ha limitato la nostra capacità di incontrare le aziende dove si trovano.” Oggi quel limite è stato rimosso.

Cosa significa per chi usa l’IA

Se lavori in un’azienda che usa AWS o Google Cloud e finora hai dovuto fare i conti con l’assenza di OpenAI sulla tua piattaforma, questa è una svolta. Gil Luria, analista di D.A. Davidson, lo ha sintetizzato bene: “I clienti enterprise di AWS e Google Cloud sono stati limitati nell’integrazione dei prodotti OpenAI a causa della relazione esclusiva. Ora saranno più propensi a considerare OpenAI insieme ad Anthropic.”

Per Microsoft, la mossa ha un senso strategico: l’azienda sta già diversificando le proprie scommesse IA integrando Anthropic in prodotti come Microsoft 365 Copilot e sviluppando modelli propri come la serie Phi. Come hanno fatto notare gli analisti di Barclays, perdere l’esclusiva permette a Microsoft di ridurre il carico infrastrutturale mentre OpenAI scala più velocemente su più piattaforme. E poi c’è il fattore regolatorio: un accordo meno esclusivo potrebbe aiutare Microsoft a difendersi dalle pressioni antitrust negli Stati Uniti e in Europa.

Per Amazon, è un trionfo. Il deal da 50 miliardi con OpenAI, che rischiava di arenarsi in una battaglia legale, ora può procedere a pieno regime. OpenAI ha già impegnato 138 miliardi di dollari in servizi AWS nei prossimi anni, incluso l’uso di 2 gigawatt di capacità Trainium. Più modelli OpenAI su Bedrock significano più ragioni per le aziende di restare su AWS.

Il contesto più ampio

La ristrutturazione della partnership Microsoft-OpenAI è solo l’ultimo capitolo di una stagione di consolidamento nel settore IA. Meta ha appena impegnato 48 miliardi con CoreWeave e Nebius per aumentare la propria capacità di calcolo. Google ha appena presentato l’ottava generazione dei propri TPU. Cohere ha acquisito Aleph Alpha per 20 miliardi, creando un campione europeo del sovereign AI. Il mercato si sta dividendo tra chi controlla l’infrastruttura e chi controlla i modelli, e la linea tra le due cose è sempre più sottile.

La vera novità di oggi è che l’IA sta diventando un mercato multipartito. Non è più una questione tra Microsoft e OpenAI da una parte e tutti gli altri dall’altra. È un ecosistema dove chiunque può scegliere il proprio modello, il proprio cloud, il proprio fornitore. Per chi sviluppa prodotti basati sull’IA, è difficile immaginare una notizia migliore.

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Last Update: Aprile 27, 2026