Da 2 ore e 40 minuti a 50 minuti: il salto che ha lasciato tutti a bocca aperta

Un robot alto un metro e 69, rosso fiammante, ha attraversato il traguardo della mezza maratona di Pechino in 50 minuti e 26 secondi. Il record mondiale umano, stabilito lo scorso mese da Jacob Kiplimo a Lisbona, è 57 minuti e 20 secondi. Il robot Lightning, costruito da Honor, la società spin-off di Huawei, ha battuto il tempo del velocista ugandese di quasi sette minuti. Dodici mesi fa, il robot vincitore della prima edizione di questa stessa gara aveva chiuso in 2 ore e 40 minuti.

Un anno. Il divario tra l’edizione inaugurale del 2025 e quella di oggi si misura in un miglioramento del 69% sul tempo di percorrenza. È come se un’auto di Formula 1 avesse tagliato i propri tempi sul giro di due terzi da una stagione all’altra. Solo che qui non stiamo parlando di motori, ma di gambe meccaniche che corrono su asfalto vero, con ostacoli, dislivelli e 12.000 corridori umani attorno.

L’evento si chiama Beijing E-Town Half Marathon ed è giunto alla sua seconda edizione. Quest’anno hanno partecipato oltre 100 team con circa 300 robot di 26 marchi diversi, cinque dei quali internazionali (Francia, Germania, Brasile). La gara prevedeva due categorie: robot completamente autonomi, che navigano con i propri sensori e l’intelligenza artificiale di bordo, e robot guidati da remoto. Il punteggio pesava l’autonomia più della velocità pura. E il vincitore, proprio Lightning, ha corso in piena autonomia.

Come funziona un robot che corre più veloce di un essere umano

Il progetto Lightning ha un anno di vita. Honor l’ha sviluppato partendo dalle competenze maturate nel settore degli smartphone. Du Xiaodi, ingegnere responsabile dei test, ha spiegato che le gambe del robot misurano circa 95 centimetri, modellate su quelle degli atleti d’élite. Il sistema di raffreddamento a liquido, derivato dalla tecnologia mobile, mantiene i motori a temperatura stabile anche dopo 21 chilometri di sforzo continuo. Senza un sistema del genere, i motori si surriscalderebbero e le prestazioni crollerebbero dopo i primi cinque chilometri.

Ma il vero salto non è meccanico, è software. Correre su due gambe richiede un controllo del bilanciamento continuo, la capacità di leggere il terreno in tempo reale, gestire ostacoli imprevisti e mantenere un’andatura costante. L’anno scorso la maggior parte dei robot non riusciva nemmeno a partire. Quest’anno il 40% circa ha navigato senza alcun intervento umano, e Lightning ha mantenuto un’andatura costante per tutta la distanza senza inciampare mai.

C’è stato anche chi è caduto al viale dei box, chi ha urtato le barriere di protezione e robot che hanno dovuto essere portati via in barella come calciatori infortunati. La gara non è stata perfetta, ma il salto di qualità rispetto al 2025 è stato netto.

La corsa cinese alla robotica umanoide

Dietro la spettacolarità dell’evento c’è una strategia industriale precisa. La Cina ha inserito la robotica tra i 10 settori chiave del proprio piano di ammodernamento industriale già nel 2015. Nel 2023, il governo ha definito i robot umanoidi una nuova frontiera della competizione tecnologica. L’attuale piano quinquennale 2026-2030 accelera gli investimenti con sussidi diretti alle aziende e progetti infrastrutturali dedicati.

I risultati si vedono nei numeri. Secondo la società di ricerca Omdia, le uniche tre aziende al mondo che hanno spedito più di 1.000 unità di robot umanoidi nel 2025 sono tutte cinesi: AGIBOT e Unitree con oltre 5.000 unità ciascuna, UBTech con più di 1.000. Unitree, tra l’altro, produce l’H1, un robot capace di raggiungere i 10 metri al secondo su brevi distanze, quasi la velocità di punta di Usain Bolt.

La mezza maratona di Pechino non è stata l’unica vetrina. Al Spring Festival Gala della CCTV, visto da centinaia di milioni di persone, i robot Unitree hanno eseguito coreografie di arti marziali con spade, bastoni e nunchaku insieme a bambini umani. Il messaggio era chiaro: i robot non sono più prototipi da laboratorio, sono attori del palcoscenico nazionale.

Prima la corsa, poi la fabbrica (e il campo di battaglia)

Correre più veloce di un essere umano è impressionante, ma a cosa serve? Du Xiaodi lo ha detto con pragmatismo: la tecnologia sviluppata per la corsa, dal raffreddamento a liquido all’affidabilità strutturale, è trasferibile ad applicazioni industriali. Il robot che oggi corre una mezza maratona domani potrebbe lavorare in un impianto chimico pericoloso, evacuare persone da un edificio in fiamme o trasportare materiale in zone di combattimento.

Le applicazioni commerciali immediate però restano limitate. Il software non è ancora abbastanza avanzato perché un robot umanoide possa sostituire un operaio in fabbrica nella manipolazione di oggetti complessi. La destrezza manuale, la percezione del mondo reale e la capacità di gestire compiti articolati sono ancora ostacoli reali. Ma se il miglioramento tra il 2025 e il 2026 è stato del 69%, la domanda non è se i robot saranno pronti per l’industria, ma quando. E la risposta si accorcia ogni mese che passa.

Come ha detto uno spettatore intervistato da AP, Wang Wen: “La velocità dei robot supera di gran lunga quella degli umani. Questo potrebbe segnalare l’arrivo di una nuova era.” Può darsi. Resta il fatto che dodici mesi fa un robot faceva fatica ad arrivare al traguardo, e oggi corre sette minuti più veloce del miglior essere umano di sempre.

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Last Update: Aprile 19, 2026