La crescita è così rapida che i numeri fanno fatica a stare dietro alla realtà. A dicembre 2025 Anthropic fatturava 9 miliardi di dollari l’anno. Oggi, quattro mesi dopo, il revenue run rate sfiora i 40 miliardi. Una moltiplicazione per quattro in meno di un trimestre che nessuna azienda tecnologica della storia ha mai registrato a questi livelli di scala.
E gli investitori lo sanno. Secondo quanto riportato da Bloomberg e CNBC, Anthropic ha ricevuto multiple offerte preemptive per un round da circa 50 miliardi di dollari a una valutazione compresa tra 850 e 900 miliardi. Una cifra che, se confermata al board meeting previsto per maggio, posizionerebbe la società di Dario Amodei sopra OpenAI nella classifica delle aziende private più preziose del pianeta.
Da 380 a 900 miliardi in due mesi
La traiettoria è impressionante. A febbraio Anthropic ha chiuso la Series G a una valutazione di 380 miliardi. Due mesi dopo, il mercato le attribuisce più del doppio. A inizio aprile Bloomberg e Business Insider riportavano offerte preemptive intorno agli 800 miliardi. Dieci giorni dopo, la soglia si è spostata a 850-900 miliardi. Un salto che equivale, in valore assoluto, alla capitalizzazione di aziende come Sony o Toyota.
Il motore di questa accelerazione ha un nome preciso: Claude Code e la piattaforma Cowork. Le capacità di coding assistito e collaborazione professionale stanno generando la maggior parte dei ricavi. Non è un caso che Anthropic abbia concentrato gli sforzi su questi prodotti: il mercato dello sviluppo software è il primo dove l’AI sta dimostrando un ritorno sull’investimento diretto e misurabile, e le aziende sono disposte a pagare per risultati concreti.
Ma la domanda da farsi è un’altra. Una valutazione da 900 miliardi significa che il mercato scommette su ricavi futuri dell’ordine dei 100-200 miliardi annui. Anthropic ci arriverà? La risposta dipende dalla capacità di espandersi oltre il coding. Gli investitori vedono potenziale in finanza, scienze della vita e sanità, settori dove Claude sta già muovendo i primi passi. Il fatto che un investitore istituzionale pronto a impegnare 5 miliardi di dollari non sia ancora riuscito a ottenere un incontro con il CFO Krishna Rao la dice lunga sulla dinamica domanda-offerta in gioco.
La gara tra alleanze
La mossa va letta nel contesto più ampio. OpenAI ha chiuso a febbraio un round record da 122 miliardi a una valutazione post-money di 852 miliardi. Se Anthropic procede ai termini discussi, non solo eguaglierebbe il rivale, ma lo supererebbe. Un passaggio di testimone che pochi avrebbero previsto quando OpenAI era considerata la startup indiscussa del settore.
C’è poi il fattore Google. Il 24 aprile Alphabet ha annunciato un piano di investimento fino a 40 miliardi in Anthropic: 10 immediati e altri 30 legati al raggiungimento di obiettivi specifici. Una mossa che consolida la scommessa di Google sull’alternativa a OpenAI e garantisce ad Anthropic l’accesso a 5 gigawatt di capacità di calcolo su infrastruttura TPU. In pratica, Google sta finanziando il suo campione nella corsa all’AI.
La lezione per chi osserva il settore è che non è più una gara tra modelli. È una gara tra alleanze. Google con Anthropic, Microsoft con OpenAI — anche se l’esclusività è formalmente finita —, Amazon che ospita entrambi su Bedrock. Chi ha l’infrastruttura cloud sta scegliendo i campi, e le startup AI non sono più libere agenti. Hanno bisogno di compute, e il compute costa decine di miliardi.
Il rischio della valuation compressa
I rischi ci sono, e sono considerevoli. Una valutazione da 900 miliardi lascia pochissimo margine di errore. Qualsiasi rallentamento della crescita dei ricavi, qualsiasi incidente di sicurezza con i modelli, qualsiasi cambio regolatorio potrebbe comprimere il multiplo in modo violento. Per dare un’idea: Meta ha comunicato lo stesso giorno un aumento della spesa in AI fino a 145 miliardi di dollari, e il titolo è crollato del 7%.
Le fonti citate da TechCrunch suggeriscono che questo potrebbe essere l’ultimo round privato di Anthropic prima di una potenziale IPO. Il che solleva una domanda legittima: a che livello di valutazione si entra in borsa quando già da privati vali più della maggior parte delle aziende del Fortune 500? Secondo alcune analisi, l’obiettivo potrebbe essere una quotazione a 400-500 miliardi entro la fine dell’anno, ma i numeri attuali suggeriscono che anche quella cifra potrebbe essere superata al momento del debutto.
Per ora, la domanda di investimento supera largamente l’offerta. Anthropic si trova nella posizione di poter scegliere, e non è un privilegio da poco in un mercato dove il capitale si muove a velocità senza precedenti.